Narrativa

Durante il mio primo soggiorno in Africa di quattro mesi -con un taccuino e un registratore a portata di mano- image pag 3intrapresi per la prima volta un proggetto di scrittura che non fosse pura poesia o un racconto breve. Un anno dopo il mio ritorno definitivo a Roma quel romanzo, crudo come una sorta di sushi africano, era stato scritto e poi subito dopo messo da parte senza mai avere la possibilità di essere letto da nessuno. Fino ad oggi.
 
Qualche anno dopo quella parentesi letteraria africana un nuovo universo si presentò a me quando arrivai in USA: i racconti brevi. In poco tempo divennero la mia gioia e la mia festa notturna a cui ritornavo ogni notte dopo il lavoro in qualche locale di Miami Beach, e con cui giocavo per ore fino allo stordimento fisico e mentale.

Storie in grado di mantenere una certa dimensione poetica espressiva, ma anche con un respiro letterario più ampio e un divertimento estremo sia nello scriverle che nella lettura. Storie vere e poco ortodosse. Nude, ribelli, sbottonate, ridicole, assurde, eppure…reali.

 


 

Sette storie randagie, sette schegge di follia, un protagonista.

Una fuga dalla monotonia e le limitazioni della mediocre e degradata realtà quotidiana della periferia romana e la sua tragicomica povertà.Il desiderio di riscatto ad ogni  costo -a volte vagabondando in maniera picaresca-si mescola alle passioni di una gioventù avventurosa e, soprattutto, al sogno della scrittura che porta spesso alla rinuncia quasi completa di una vita vissuta secondo i canoni classici della “normalità.

Le storie si snodano da Roma fino su un’isola dei Caraibi e infine in un rocambolesco viaggio in Texas, alla
ricerca del sogno americano e di una
nuova vita che alla fine, puntualmente, sembra tutt’altro che andare come previsto

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