Pablo, el Maestro


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Ho incontrato Pablo dieci anni fa, quasi per caso, tramite un italo-americano per cui lavoravo in un lounge di sigari e vini nel centro di Miami Beach. I suoi quadri e quei colori brillanti erano in display su ognuna delle pareti del locale. Quasi tutti riproducevano l’ elemento del sigaro acceso: a volte era l’ artista stesso a fumarlo, in altri quadri era invece nelle mani lunghissime di donne glaciali e rigide. Vacue, e perse dietro un bicchiere da martini.

Dopo poco diventammo amici e passammo ore di conversazioni e risate sulla pittura, l’ arte, Miami, la vita in generale e le sue scarpe blue o gialle, da lui stesso dipinte col pennello sopra il colore originario. Alcuni quadri che vidi in casa sua erano stati eseguiti usando il caffé cubano –colada-  o il sangue di macelleria come inchiostro. Vidi la serie di dipinti inspirati dal continente africano che erano sorprendenti e rimangono tra i miei preferiti: Pablo aveva catturato nella luce e nei ritratti delle donne una certa abbagliante essenza d’ Africa, pur non essendoci mai stato fisicamente. Quella stessa luce che io invece avevo visto coi miei occhi sbarrati, quando avevo vissuto in Guinea per quasi un anno.

Alcune tra le più vibranti e caotiche tele fra tutte si incontrano nella serie ispirata dal jazz e la musica. Le sue donne nude erano pure fantastiche, e in qualche modo sembravano essere distanti sia fisicamente che emotivamente. Con una nostalgia sensuale e dolorosa che mi faceva pensare alle donne dure, spregiudicate e perse con cui tutti gli uomini un giorno o l’ altro si trovavano ad avere a che fare nella vita. Il tema del viaggio poi, di una vita artistica, vagabonda e libera, si manifesta come protagonista in un paio di scarpe colorate. A volte una sola. Di ogni colore. Usate e consumate.

Quello che trapelava da ogni quadro era la ricerca di una forma di arte totale, espressiva e poderosa. Libera e scatenata. La cerchiamo con le parole, coi suoni o i colori. In molti altri modi. Non importa. Non smettere mai di inseguirla, farlo ORA, in ogni  momento, era tutto quello che importava davvero…

E come diceva lui proprio pochi giorni fa:

“Always total freedom in Art.”  -Pablo Carreno.

www.pablocarrenoart.com

 

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